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Il Monte Arci
Il Passo del Monte
Pesta le orme
Il Vento rimembra
Radici profonde
Il Monte conduce
Al Passato lontano
Cui Quercia invano
Protende suoi Rami
Monte Arci è un complesso vulcanico circondato da declivi che conducono dolcemente verso la valle sottostante e, ubicato nella Sardegna centro-occidentale, presenta un'interessante diversità morfologica.
Esso comprende un'estensione territoriale della provincia di Oristano, che interessa i comuni di Villaurbana, Mogorella, Usellus, Villaverde, Pau, Escovedu, Albagiara, Ales, Gonnosnò, Morgongiori, Curcuris,Simala, Pompu, Siris, Baressa, Gonnoscodina, Masullas, Mogoro, Gonnostramatza e Siddi.
Vi consigliamo vivamente di visitare questa zona che offre la possibilità di unire, nel suo complesso, l'amore per la natura e la passione per la cultura. Quest'ultima si caratterizza per la presenza di musei che testimoniano come, grazie all'abbondanza dell'ossidiana, l'area del Monte Arci sia stata il crocevia degli scambi commerciali in età neolitica. Il “Museo dell'Ossidiana” di Pau, infatti, espone molteplici manufatti risalenti a quel periodo: punte di frecce, fucine, asce e martelli rudimentali. Non mancano in esso esempi di scultura contemporanea che sono il prodotto di manifestazioni culturali in cui ci si confronta nell'abilità di lavorazione di questo materiale antico, l'ossidiana. Lavorazione resa difficile dalla natura vetrosa del cosiddetto “oro nero del Neolitico”, infatti, avviene adottando una tecnica a scheggiatura.
A Zeppara (fraz. di Ales) si trova, invece, un'originale struttura espositiva: “Il Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna”. Questo museo sorge in un vecchio edificio scolastico opportunamente allestito per ospitare fedeli riproduzioni di antichi strumenti ludici. Si osservano con curiosità e un poco di malinconia questi giochi che divertivano i nostri nonni, ciò è ancora più suggestivo se si pensa che alcuni di essi hanno radici antichissime.
Si può visitare invece a Masullas, previo appuntamento, la splendida “Collezione di Minerali e Fossili Stefano Incani” che conta 1800 campioni fossili di animali e vegetali sardi e svariati minerali da ammirare.
Questi e altri musei sono immersi in un contesto ambientale capace di risvegliare e soddisfare sopiti appetiti con succulenti paesaggi. Paesaggi che spiano gli interni d'oriente; il cui ultimo sguardo cade nel mare del golfo di Oristano. A ciò trovano ragione i tre neck vulcanici che svettano sul versante occidentale del rilievo. Questi sono formati da lava solidificatasi all'interno del cratere, il quale subisce l'erosione dei fattori climatici e, una volta consumato, scopre una sorta di ripieno roccioso molto suggestivo.
Immersi nel sottobosco che avvolge tale natura, si possono godere ambienti selvaggi, tanto da rinvigorire l' “Arché” forzatamento represso dall'uomo. È proprio questa la sede per ammirare delle esplosioni di natura con la sorgente di “Acqua Frida”, che si trova all'interno della circoscrizione comunale di Ales. Essendo dotata di un'area di sosta attrezzata, si può facilmente consumare uno spuntino per nutrire il corpo e lo spirito.
Tanta enfasi nel raccontare di un luogo che non è altro che un vulcano spento!
Scoprire la Poesia, in una roccia inerte è facile in questo luogo di terra e vento che dall'alto dei suoi secoli vede e ha visto consumarsi la passione della sua ardente creazione.
Itinerario realizzato da Cauli Vito, Cocco Daniele e Spanu Nicola nell'ambito del progetto PON Itinerari Naturalistici, Archeologi ed Ambientali dell'Istituto Tecnico Commerciale n° 2 di Oristano
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